domenica 17 febbraio 2013

L'uomo non può vivere di solo pane



Ascolta l'omelia di P. Serafino M. Lanzetta, nella prima Domenica di Quaresima.


La prima Domenica di Quaresima ci fa entrare subito nel clima penitenziale di questo tempo forte di conversione e di penitenza. 

Il Vangelo racconta le tre tentazioni che Gesù subisce dal diavolo, tipo di ogni seduzione diabolica. Gesù non doveva essere tentato perché in Lui non c’è l’inclinazione al male, né alcun peccato. Si lascia tentare per dare a noi l’esempio di come vincere. 

La prima tentazione riguarda il materialismo. Il diavolo dice a Gesù e a ogni uomo di cambiare le cose create secondo le sue esigenze: trasforma le pietre in pane, trasforma le cose create in beni per te, per le tue esigenze, per il tuo benessere. La campagna “contro l’omofobia”, per la legalizzazione delle coppie omosessuali, è proprio questa pretesa. 

Poi la seconda tentazione: la vanagloria. Il diavolo ci darebbe tutto, l’impero in questo mondo, ma a una condizione: adorarlo. Chi adora la ricchezza, il piacere, la materia, non adora delle cose ma il principe di queste cose, Belzebul. 

Infine la terza tentazione: l’orgoglio e l’autoreferenzialità. Il diavolo ci dice di non preoccuparci molto di Dio ma di vivere per noi, come ci piace. Qualora ci imbattessimo in qualche pericolo per la nostra vita Dio comunque ci soccorrerebbe, perché Lui è buono e si adegua a noi. Il diavolo ci dice di vivere per noi stessi e anche Dio ci sarà sottomesso. 

Come si vincono le tentazioni? Come ha fatto Gesù: nutrendosi della Parola di Dio, la Parola della Verità. Non viviamo solo di pane e per il pane ma per Dio. Dobbiamo vivere di Dio e a Lui chiediamo anche il nostro pane.

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