venerdì 22 agosto 2014

Il Cuore Immacolato di Maria: segreto dei segreti di Fatima



Oggi la Chiesa celebra la festa di "Maria Regina" e nel Rito antico la festa del "Cuore Immacolato di Maria". Offriamo ai lettori una meditazione di p. Serafino M. Lanzetta sul Cuore Immacolato di Maria, tenuta a Fatima, durante un corso di Esercizi spirituali predicati ai laici nel maggio 2013. Il Cuore Immacolato di Maria è un vero compendio del Messaggio che la Celeste Signora consegnò ai Pastorelli di Fatima, da maggio ad ottobre del 1917. L'attualità e la profezia di questo Messaggio oggi è ancora più chiara. Rimane paradigmatica ed enigmatica quella richiesta della Bianca Signora a Lucia, di rivelare la terza parte del Segreto solo a partire dal 1960. 
Guardando gli eventi epocali sotto i nostri occhi e la condizione della Chiesa nel suo interno, una vigna devastata dal nemico, un campo sterminato con tanti morti, non possiamo che rammentare il tono altamente profetico delle parole di Papa Benedetto XVI, pronunciate a Fatima nel maggio del 2010: «Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa». Di recente è apparso un importante libro, curato dalle Carmelitane del monastero di Coimbra, dove visse e morì Sr. Lucia. Nel libro vengono pubblicati ampi stralci del diario intimo della veggente: Un caminho sob o olhar de Maria, Edições Carmelo 2013 (qui una scheda del libro in portoghese e qui il lancio del libro in italiano). Anche in una lettera di Sr. Lucia al P. Fuentes del 1958 (qui) sono profeticamente descritti il destino dell'umanità e i tempi che scorrono sotto i nostri occhi.

Di seguito la meditazione.


Siamo quasi giunti al traguardo dei nostri esercizi spirituali. Quest’oggi chiedo particolarmente la vostra attenzione, perché vorrei rivelarvi una cosa di cui non vi ho parlato fino ad ora. Vorrei parlarvi del “Segreto di Fatima”, rimasto ancora nascosto a tanti, il Segreto dei segreti, il Cuore Immacolato di Maria. La rivelazione di Fatima è un dono di Dio al nostro tempo, il Signore che parla, che si fa presente a noi attraverso la Sua Santissima Madre.
Ripercorrendo l’itinerario delle Apparizioni, abbiamo potuto capire la pedagogia del Signore e della  Madre Sua nel portare pian piano questi fanciulli a comprendere cose sempre più profonde, ma sempre così semplici e così importanti. E la via attraverso la quale il Signore porta questi fanciulli a comprendere pian piano i disegni di Dio su di loro e sull’umanità, questa grande via, questo grande crocevia, se vogliamo, è il Cuore Immacolato di Maria.
Il Cuore Immacolato di Maria è, per così dire, la rivelazione di Dio a Fatima. È il Cuore che custodisce le cose di Gesù, è il Cuore che custodisce le verità della fede, il Cuore che si scambia con quello di Dio. Dio stesso ha rivelato questo Cuore, che è il Cuore che più e meglio di ogni altro si è conformato a Lui. È il Cuore nel quale unicamente abita Dio, il Tabernacolo di Dio. Ecco perché il Signore rivela questo Cuore, perché Lui dimora solo in questo Cuore, Cuore purissimo: dimora di Dio fra di noi. E Dio sceglie questo Cuore, lo prepara, lo plasma immacolato, perché poi Lui in esso vi abiti, perché Lui stesso possa entrare in questo Cuore e prendervi dimora, riposo, rifugio.


Dio si rifugia in questo Cuore! Il Signore abita nei Cieli immensi, nella Sua infinità, e volendo farsi conoscere da noi, povere creature, non poteva trovare altro luogo più adatto a Lui, più consono, più vicino a Lui che il Cuore di Sua Madre, il Cuore Immacolato di Maria.
Allora, il crocevia di Fatima, dove tutti i Misteri si intrecciano, dove passano tutte le strade, tutte le parole, tutte le rivelazioni, i segreti, è concentrato in questo dono: il Cuore Immacolato di Maria.
Chi viene qui a Fatima, deve aprire il suo cuore e accogliere in dono questo Cuore; deve, per così dire, cambiare il suo cuore e dire: «Madonna mia! Ti do il mio cuore, Tu donami il Tuo! Lascio qui il mio cuore di pietra, così duro, così sordo alla Grazia di Dio, così indifferente, egoista. Lo lascio qui, ai piedi tuoi, e Tu, finalmente, donami il Tuo Cuore».
Sin dal giugno 1917 il Signore dice, per mezzo della Sua Madre, che vuole stabilire nel mondo questa devozione, la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Abbiamo detto che il Cuore di Maria è la dimora di Dio in mezzo a noi, il luogo dove abita Dio. Dio voleva farsi conoscere, venire tra noi, e, per farlo, ha pensato che il modo più adatto era proprio questo Cuore, scegliere questo Cuore e riservarlo per sé. Lui lo ha fatto da quando si è incarnato.
Ma se vogliamo andare ancora più indietro, Dio è eterno, le cose che Lui pensa, le pensa dall’eternità. Anche se accadono in un determinato tempo, Dio le vede e le pensa da sempre e con un atto semplicissimo, che è il Suo pensiero. Dio è il Suo pensiero. Quindi, se ha pensato di scegliersi questo Cuore nel quale dimorare, nel quale incarnarsi, lo ha scelto, lo ha pensato dall’eternità, e quindi dall’eternità ha visto questo Cuore.
Cuore” nella Bibbia non è soltanto un organo vitale dell’uomo, non è soltanto un membro del corpo. Siccome il lessico ebraico è povero di “lemmi”, ecco che molto spesso un solo vocabolo ha un significato molto ampio, implica molte cose, ha molte sfaccettature, molti significati. Così, “cuore” nella Bibbia non indica soltanto quest’organo vitale dell’uomo, che pompa il sangue, ma “cuore” ha un significato figurativo, è “figura”, e, allo stesso tempo, indica l’interiorità dell’uomo, indica la spiritualità dell’uomo, ciò che costituisce intimamente la persona.
Nella Bibbia, “cuore” indica i pensieri dell’uomo; il “cuore” è simbolo che rimanda all’amore, al pensiero come scelta, come desiderio, come rinuncia, come – purtroppo può accadere – idolatria e iniquità (cf. Sal 18,15; 72,7; Sir 37,17; Eb 4,12). Quando Israele si prostituisce – per usare una parola biblica (cf. ad es. Ger 3,3ss.) – rinnega il suo amore sponsale per Dio, sceglie altri dei, idolatra le divinità pagane. Israele commette così un grave peccato di adulterio, e l’adulterio è concepito nel cuore, come l’amore vero dello sposo per la sposa è sempre concepito nel cuore, non nella carne. Nella Bibbia “cuore” indica ciò che fa parte della vita interiore dell’uomo, ciò che costituisce la vita spirituale. Lo stesso amore non è concepito nella carne, nelle ossa. L’amore, come il pensiero, parte dall’anima, parte da questo centro interiore dell’uomo, il suo “cuore”.
Qui subito possiamo ricordare la Beatitudine di Gesù: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8). La purezza del cuore è capacità di vedere ciò che non si vede. Un cuore limpido come un bicchiere di acqua cristallina, come un’acqua che sgorga in alta montagna, questo cuore puro è capace di Dio, perché è l’uomo che nel suo intimo, rinunciando agli idoli e alla sporcizia, con umiltà si apre a Dio; con la sua intelligenza, i suoi sentimenti, gli affetti, è capace di Dio, della purezza, della bellezza.
Dire “Cuore Immacolato di Maria”, allora, significa alludere alla persona di Maria. Quando diciamo “Cuore Immacolato”, vogliamo esprimere il mistero di Maria, il suo amore materno, la sua intelligenza, i suoi affetti, i suoi desideri, i suoi pensieri, i suoi ricordi, la sua memoria. Tutto fa parte del cuore e promana da esso. Tutto ciò che costituisce una persona, quindi, in primis, la sua dimensione spirituale, tutto è compendiato in questo cuore.


La Vergine Maria: un Cuore che vede Dio

Pertanto, il Cuore Immacolato di Maria è il Cuore purissimo che vede Dio e ne diventa il Tabernacolo, la Dimora, “la Tenda” – per usare delle espressioni bibliche – , “la Tenda di Dio in mezzo a noi”. Dio vuole abitare in mezzo a noi e ha bisogno di un rifugio, di una tenda, e questa Tenda è Maria, il Cuore Immacolato. Dio abita nei suoi pensieri, Dio abita nel suo amore, Dio abita nei suoi ricordi, nei suoi desideri, nelle sue aspirazioni, nelle sue preoccupazioni di Madre, nei suoi dolori materni: tutto è compenetrato da questa presenza di Dio in Lei.
Il Cuore Immacolato di Maria sintetizza il Mistero di Maria. Ascoltare perciò da Lei a Fatima: «Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato», significa che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione alla Madonna, facendoci partecipi di tutto il Mistero di Maria, permettendoci di entrare nel mistero di Maria, attraverso la porta del suo Cuore.
Ancora, dire: Dio vuole stabilire questa devozione al Cuore Immacolato, significa dire che Dio vuole mostrare all’umanità, al mondo, l’unico suo vero abitacolo, l’unico luogo dove lo si può trovare. Non ci sono altri posti. È come se ci dicesse: «Solo per mezzo di questo Cuore posso abitare con voi, in mezzo a voi». Dio è spirito; Dio non abita in nessun luogo, perché niente può contenere Dio. Dio però nella sua grandezza poteva solo abbassarsi. Lo ha fatto, quando si è fatto carne, divenendo uomo, prendendo la nostra carne in questo Cuore.
Ecco perché il Signore mostra il Cuore Immacolato: è la sua stessa via in questo mondo. Ecco perché allora il Cuore Immacolato è il Cuore voluto da Dio dall’eternità, nel tempo, scelto e prediletto: perché il Figlio diventasse uomo, perché anche il Figlio avesse un cuore.
Il Cuore di Maria è il cuore più antico, il cuore originario. Quando Dio pensa al suo Figlio che deve incarnarsi, non può non pensare immediatamente al modo in cui incarnarsi, e quindi pensa immediatamente a questo Cuore.
È il Cuore più antico, ma le cose più antiche sono sempre anche quelle più nuove, più recenti: “Bellezza antica e sempre nuova”, dice Sant’Agostino quando parla di Dio nelle sue “Confessioni”. Maria è un Cuore antico, scelto dall’antichità, dai giorni remoti, ma è un Cuore che a Fatima ci viene donato come presenza, come attualità, adesso. È un Cuore che il Signore ha scelto da sempre, che ha voluto nel tempo, e che in questo tempo così difficile, così tormentato, dona di nuovo agli uomini.
L’appello di Fatima nasce in un grande e importante nodo storico, in un momento epocale della storia. E chi non vede che il nostro tempo è un grande momento epocale, una svolta? Una svolta in cui siamo davanti a un bivio. Oggi più che mai ci accorgiamo di essere davanti a un bivio: o Dio o la distruzione con un ghigno satanico. Già lo diceva Giovanni Paolo II, quando pronunciò l’atto di affidamento al Cuore Immacolato di Maria, l’8 ottobre del 2000:

«L'umanità possiede oggi strumenti d'inaudita potenza:
 può fare di questo mondo un giardino,
 o ridurlo a un ammasso di macerie.
 Ha acquistato straordinarie capacità d'intervento
 sulle sorgenti stesse della vita:
 può usarne per il bene, dentro l'alveo della legge morale,
 o può cedere all'orgoglio miope
 di una scienza che non accetta confini,
 fino a calpestare il rispetto dovuto ad ogni essere umano.
 Oggi come mai nel passato,
 l'umanità è a un bivio.
 E, ancora una volta, la salvezza è tutta e solo,
 o Vergine Santa, nel tuo figlio Gesù».

Pensate alla bomba atomica. Pensiamo al fanatismo del terrorismo islamico. Ma, allo stesso tempo, possiamo fare, con la nostra tecnica, del mondo un giardino, un luogo di accoglienza. Siamo davanti a questa scelta.
Ecco perché il Signore ci mostra questo Cuore. Se si accoglie questo Cuore, il mondo è trasformato in un giardino dove abita di nuovo Dio in mezzo a noi. Se invece rifiutiamo questo Cuore, il mondo diventa un cumulo di cenere, può diventare un mare di fuoco.
Il Signore ci dona questo Cuore in questo momento, perché l’umanità è in una svolta, a un bivio, a un crocevia che interseca questo Cuore. Non ci sono alternative: o il Cuore Immacolato, e quindi Dio che abita di nuovo in mezzo a noi, o la distruzione e l’inferno. «Avete visto l’inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori? Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato», disse la Madonna ai Pastorelli il 13 luglio del 1917. O il Cuore Immacolato o la distruzione; o il Cuore Immacolato o la perdizione.
Entriamo un po’ di più nel Cuore Immacolato di Maria e vediamo questo Cuore anzitutto come un Cuore Immacolato. Poi vedremo il Cuore Addolorato, e, infine, il Cuore Glorificato che diventa Cuore Eucaristico della Chiesa, il Cuore che pulsa, che dà vita alla Chiesa, che ha preparato per noi l’Eucaristia, vita della Chiesa e del mondo.


Il Cuore immacolato: un cuore che crede, spera e ama

Ricordiamo l’episodio dell’Annunciazione. La Madonna accoglie il saluto angelico che le dice: «Tu sarai la Madre dell’Altissimo». E Lei, dopo che ha capito che può conservare la Sua Verginità promessa a Dio, che può custodire immacolato il Suo Cuore – aveva promesso di custodirlo verginalmente, perché si conservasse lo splendore di Dio in Lei (cf. Lc 1,34) –, una volta che ha capito che cosa significano quelle parole dell’Angelo, dice: «Fiat! Sia fatto di me secondo la tua parola».
Il Cuore di Maria è un Cuore Immacolato: «Ave, Piena di Grazia!». È una pienezza che non significa soltanto l’assenza del peccato, e quindi la preservazione dal peccato originale, ma anche e soprattutto pienezza di Grazia, come dono di Dio, e quindi pienezza delle grazie, dei favori divini, che poi Lei distribuirà come Madre a tutti i Suoi figli. La Sua immacolatezza significa assenza del peccato originale e di ogni altro peccato, che da quello origina, quindi assenza di ogni inclinazione al male, di ogni dubbio, seduzione, tentazione. Nella Madonna non c’è questa miseria umana che c’è in noi, per grazia di Dio, perché Immacolata. Non ci sono i dubbi della fede, non ci sono le tentazioni, sebbene qualcuno voglia insinuare questi errori, dicendo che la Madonna è “una donna feriale”, una donna come tutte le altre. Questo insegnamento è piuttosto una “teologia feriale”, che non ha molta solennità; ha fatto alcuni discepoli, ma molto pochi.
Il Cuore Immacolato è quindi un Cuore nel quale abita la pienezza della Grazia, l’assenza del peccato, della concupiscenza, della debolezza e quindi dell’inclinazione al male. C’è la pienezza della Grazia di Cristo, una pienezza che l’ha resa unica. La Madonna così prepara la pienezza della Chiesa: se Lei non è piena di Grazia, Lei che precede, la Chiesa non sarà santa e immacolata, ma, come qualcun altro insinua, peccatrice. È blasfemo. La Chiesa non è peccatrice. Come dice S. Ambrogio è «immaculata ex maculati». Resta comunque la sua analogia di dipendenza nell’essere con la Vergine: se la Madonna non è tutta Santa, se non ha tutta la pienezza di Grazia, la Chiesa non può essere tutta Santa in sé, quale mistero salvifico. Ci saranno soltanto figli, un po’ come noi, mezze misure.
Invece la Chiesa è tutta Santa, perché c’è Gesù, il Capo della Chiesa, e perché c’è Maria, che è il tipo della Chiesa e il modello dei figli, il modello archetipo della Chiesa Santa.
Il Cuore Immacolato è pienezza di Grazia, quella pienezza che la Madonna poi dispenserà come Madre ai Suoi figli, a quei figli che si rifugiano nel Suo Cuore Immacolato. Chi si rifugia nel Suo Cuore trova la Grazia di Dio, quella Grazia di cui noi abbiamo bisogno, perché peccatori.
Il Cuore Immacolato, senza macchia è il Cuore che crede, è, in qualche modo, la Fede. Cuore Immacolato significa conoscenza di Dio senza tentennamenti, senza dubbi, senza tanti limiti che sono la nostra ignoranza. La fede di Maria è stabile e al contempo cresce e si perfeziona sempre più. Non è una fede vacillante, come la nostra, brancolante nel buio dei dubbi, che spesso ci fa esclamare: «No, non credo più in niente… Ma Dio… Ma questa malattia… Se Dio esiste perché devo soffrire?... Se Dio esiste, perché fa soffrire quella persona, quegli innocenti?».
Dio vuole stabilire nel mondo questa devozione al Cuore di Maria, vuole cioè stabilire di nuovo la Fede dei cristiani, se accolgono questo Cuore, che è l’unico Cuore che crede veramente, che non vacilla, che non tentenna mai; è un Cuore che semplicemente crede: «Sia fatto di me secondo la tua parola» (Lc 1,38). Suo cibo, come Gesù, è fare la volontà di Dio (cf. Gv 4,34).
Il Messaggio di Fatima ci mette davanti a questo mondo del grande ateismo, del materialismo, dell’indifferentismo, che sarebbero venuti, in realtà, dalla rivoluzione nel mondo. Questo mondo non è umano. Contro questa onda limacciosa, questo tsunami di sporcizia, di materialismo, contro questa onda di fango che rischia di travolgere il mondo, il Signore oppone il Cuore Immacolato, il Cuore che ha Fede, nel quale mai ha vacillato la Fede. Il Cuore di Maria rimane in Dio, rimane fisso con la Fede in Dio. Dall’Annunciazione al Calvario, attraverso la Presentazione di Gesù al Tempio, la Madonna  conosce un progresso nella fede: crede e credendo conosce sempre più a fondo la volontà di Dio, fino poi ad offrire Gesù, come Corredentrice, al Calvario. Conosce e crede di più.  Questa è la Fede che si oppone alla dissacrazione.
Oggi assistiamo a una desacralizzazione non solo delle cose sacre, ma, per così dire, anche a una desacralizzazione o dissacrazione delle cose naturali! Le cose della vita, quelle cose evidenti, senza le quali non si può vivere, sono messe in discussione. Questo significa toccare ancora di più il fondo! Abbiamo rinnegato Dio. Gli abbiamo sbarrato l’accesso con un’onda limacciosa di ateismo e di materialismo. E adesso mettiamo le nostre mani sporche anche sulle cose naturali, su quelle cose che non richiedono la Fede, ma che sono parte di noi, di quell’uomo carnale, che tutti noi siamo. Uomini carnali che hanno rinnegato lo spirito nel loro corpo, ora in nome dello spirito rinnegano il loro corpo. Abbiamo distrutto il corpo e lo spirito.
Contro tutto questo, il Signore, nella sua logica – la logica della stoltezza del mondo, della debolezza di Dio – alla nostra prepotenza, oppone la debolezza, la piccolezza, l’umiltà, il Cuore della Madonna.
Nel primo post-concilio ci furono dei teologi che ridicolizzavano le richieste fatte dalla Madonna a Fatima. Qualcuno si chiedeva, con ironia, come fosse stato possibile opporre alla Rivoluzione comunista, così disastrosa, la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Dinanzi ad un mostro, quale l’Impero sovietico – oggi diramatosi in tanti altri imperi della materia – si voleva opporre un mezzo così piccolo, così ridicolo! Si denigrava la Consacrazione alla Madonna. Questa è la sapienza del mondo, di chi pensa che per combattere bisogna avere solo i missili, le bombe atomiche… Poi basta un infarto e sei morto. Basta un piccolo mal di testa e non sai più quale bottone devi premere.
Il Signore ci umilia, ci fa capire quanto siamo stolti, e ce lo fa capire con le cose umili, con le cose semplici. Oppone alla sapienza del mondo la stoltezza della Croce, che è sapienza di Dio. La Consacrazione alla Madonna è sapienza di Dio in questa stoltezza del mondo, la sapienza della Croce, nella piccolezza dei tre umili pastorelli.
Il Cuore di Maria è il Cuore che crede anche per noi suoi figli. In questo Anno della Fede dobbiamo ribadirlo e capirlo nuovamente: chi vuole credere in Dio senza vacillare, senza rischiare di fondare la sua vita sul dubbio metodico, assillato da tanta superbia, deve avere il Cuore di Maria, il Cuore che dice «Fiat», «Sia fatta la tua volontà».
Il Cuore Immacolato, inoltre, è la nostra Speranza. È la Speranza! La certezza di possedere quelle cose che crediamo, che il Signore ci dona nella Fede, e non ancora in visione, ma che un giorno ci donerà in visione e non più nella Fede: la Patria eterna. La Speranza della Madonna è la Speranza di chi già possiede Dio, Lo ha in sé, nel Suo Cuore; Dio dimora nel Suo Cuore e poi dimorerà nel Suo grembo. In questo senso, la Madonna è la nostra Speranza, perché Lei ci dona quello che noi speriamo: la Vita eterna. E che cos’è la Vita eterna? È Gesù, il Suo Figlio. «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo» (Gv 17,3).
Chi vuole sperare veramente, senza di-sperare, senza cadere nella disperazione, deve rifugiarsi nel Cuore Immacolato di Maria. Quante disperazioni nel mondo, quanta disperazione in noi, quando non hai più un senso la nostra vita! Come si fa a sperare? Come posso cercare Dio? Dove trovo Dio? Nel Cuore Immacolato di Maria.
Il Cuore Immacolato di Maria è infine un cuore che ama. È Carità in azione. La Fede, la Speranza e la Carità, in Maria. La Carità è l’Amore di Dio. La Carità è l’Amore che non cerca la propria soddisfazione, che non cerca il proprio egoismo. È l’amore che dona, che si offre, come il Signore: «Nessuna ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13).
La Madonna ha questa Carità, perché, quando il Signore Le chiede di diventare Sua Madre, Lei non si lascia atterrire dalla paura: «Ma poi cosa mi succederà… Io sono una ragazzina, come farò a sopportare tutte queste cose?... E poi i miei progetti, i miei sogni, le mie idee…». Chi ha la Carità non discute dentro di sé. Si dona: «Signore, poi ci penserai Tu. Intanto io Ti amo, poi ci pensi Tu».
Il Cuore Immacolato è il Cuore della Carità, il Cuore che ama Dio. La Carità non è soltanto fare delle buone azioni. Le buone azioni le sanno fare tutti, ma non tutti sanno amare Dio, perché l’Amore implica la Fede, e la fede genera la Speranza.
Se non c’è la Fede e la Speranza, non c’è neanche la Carità. La Carità è avere Fede e Speranza in Dio, e quindi avere fede in quello che Dio ha detto, e perciò desiderare di amarlo con tutto il cuore. Per amore suo facciamo il bene; per amore suo, facciamo la carità. Non c’è mai una vera carità verso il prossimo se manca l’alimento della Carità, che è Dio. La Carità verso il prossimo non sono semplicemente le nostre azioni. Noi possiamo fare tante azioni, ma ci illudiamo di fare la Carità, se pensiamo che la Carità è quell’azione buona. Non è quella! Quello è un atto umano! Ciò che fa la Carità è la grazia di Dio, che non si vede, è il suo contenuto, l’Amore di Dio. La Carità è quel sale che condisce e dà sapore. Se manca il sale dell’Amore di Dio, le nostre azioni sono insipide. Il sapore della Carità è l’Amore di Dio.
Non dobbiamo intendere la Carità in senso materialistico, altrimenti rimaniamo uomini materiali, che possiamo anche aiutare chi ha bisogno, ma se non amiamo Dio, quell’azione buona rimane un’azione umana, forse filantropica, forse egoistica. Quanti volontari guardano a se stessi amando il prossimo. Quanti filantropi che si mettono sul piedistallo dell’amore umano per amare di più se stessi. Qual è, allora, il più grande atto di carità che posso fare ad un uomo? Dargli cento euro? No. È dargli l’Amore di Dio, dargli la Fede, portarlo alla Fede. Questa è la carità che dobbiamo fare!
E questo dobbiamo dirlo anche alle nostre “Caritas”, che pensano di fare la carità soltanto accogliendo gli stranieri. Non basta! Se a queste persone non diamo il Vangelo, non diamo la Verità, ci illudiamo di fare la carità. La nostra carità diventa un “centro sociale”. E tanti centri Caritas sono completamente secolarizzati, sono meri centri umanitari di accoglienza. Questo lo può fare il Comune, lo può fare la Provincia, lo dovrebbe fare lo Stato o forse l’Unione Europea. La Chiesa non è una ONLUS – lo ha detto anche il Papa –  non è una ONG.
Il Signore ci chiede di aprire il cuore all’amore vero, al suo Amore. E così se doniamo Dio nella carità, doniamo tutto. Doniamo Dio, e abbiamo donato ogni cosa.
E come possiamo donare Dio? Se abbiamo il Cuore Immacolato di Maria. Il Cuore di Maria è il Cuore che dona Dio. Con il Cuore Immacolato possiamo e dobbiamo recitare ogni giorno la preghiera che l’Angelo insegnò ai piccoli Pastorelli: «Mio Dio io credo, adoro, spero e vi amo. Domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano».


Cuore  Addolorato

Il Cuore Immacolato è un Cuore addolorato. È immacolato, perché in Maria immacolata è la Sua Fede, la Speranza e la Carità. Questo Cuore è poi un Cuore addolorato perché la pienezza di grazia che il Signore Le ha dato comporta in Lei il sacrificio.
La Madonna chiede a Fatima i nostri sacrifici non perché gradisce di vederci soffrire, ma perché Lei ha dovuto soffrire prima di noi: il sacrificio è vero amore, e perché non c’è grazia senza partecipazione, senza cooperazione, senza sacrificio. “Sacrificio” non è una parola ecclesiasticamente scorretta. Significa, in realtà, rendere sacra una nostra azione. Se la Madonna chiede ai Pastorelli di aiutarla a salvare le anime con il loro sacrificio è perché Lei, come Madre, ha fatto tanti sacrifici per noi, per la nostra salvezza e perché nella logica divina solo la Croce, stoltezza umana, è salvezza degli uomini.
Possiamo sì dire che quel Cuore è immacolato e quindi già beato, perché la Madonna è Immacolata. Ma quel Cuore immacolato è addolorato, è trafitto dal dolore! E non pensiamo che il nostro dolore sia eguagliabile al dolore della Madonna, perché il Suo dolore è unico, è un dolore indescrivibile, è il dolore di Gesù. Proprio perché Immacolata, ha sofferto più di tutti, perché, quanto più il cuore è puro, tanto più soffre, tanto più è sensibile alla sofferenza. Un cuore intriso di peccato è un cuore che non si dà pena, non è un cuore sensibile.
La Madonna ci ha generato con le Sue doglie materne. Mentre, nel dare alla luce Gesù, non ha avuto alcun dolore, perché sempre Vergine – lo ha partorito senza dolore, senza doglie, senza lesioni, perché sempre Vergine: questo è il nucleo dogmatico del parto verginale di Maria –, nel generare noi, nel partorire noi, invece, la Madonna ha sofferto ai piedi della Croce. E questa sofferenza Le viene annunciata fin dalla presentazione al Tempio di Gesù: «Una spada trafiggerà la tua anima» (Lc 2,35), una spada ti trapasserà. Come il Cuore di Gesù è trafitto sulla Croce, così il Cuore di Maria è trafitto nel suo essere sempre con Gesù, sin da quell’evento del tempio, preludio del sacrificio di Cristo. La Madonna si sente dire da Simeone quelle parole terribili e San Luca, dopo un po’, annota: «Conservava tutte queste cose, meditandole nel suo Cuore» (Lc 2, 51), le serbava agitandole nel suo Cuore.
La Madonna, conservando le parole di Simeone, poi le parole stesse di Gesù: «Devo occuparmi delle cose del Padre mio» (Lc 2,49), meditandole attentamente, e vedendo tutta la vita di Gesù alla luce di quelle parole, si univa alla sofferenza del Figlio con il Suo Cuore. Preparava nel Suo Cuore un altare di offerta e di immolazione alla Volontà di Dio. Lì restituiva al Padre quel Figlio che da Lui aveva ricevuto.
Il Cuore immacolato è un Cuore trafitto. E solo chi si lascia trafiggere dalla spada di Gesù, dalla spada del Suo Amore, che chiede la nostra cooperazione, il nostro sacrificio, è un cuore vero, un cuore come il Cuore Immacolato.
Non dobbiamo dire: «La grazia e la fede ci scampino da tutte le situazioni più difficili della vita». Tante volte pensiamo che noi cristiani siamo veramente tali se tutto ci va bene. Dio è con noi, è presente se tutto fila liscio. Ma questo è “predestinazionismo”. Pensiamo di giudicare la presenza di Dio in noi dagli effetti della nostra vita. Pensiamo erroneamente che Dio è nella nostra vita se siamo predestinati al bene, se tutto va bene, se la nostra vita ha successo, se non ci sono sofferenze. Allora Dio è con me. Altrimenti Dio non è con me, Dio non c’è. Questo significa, in verità, essere calvinisti: misurare cioè la presenza di Dio dai nostri successi. Questo è materialismo: misurare la capacità di Dio in base alle nostre capacità. Il tutto è molto ridicolo!
Il Cuore Immacolato è sempre un Cuore trapassato dalla spada del dolore. Ecco perché la Madonna può chiedere anche a noi: «Vuoi aiutarmi? Vuoi veramente collaborare con me?  Rifugiati in questo Cuore. Prendi il mio Cuore e impara da me a collaborare con Gesù, impara da me ad accettare la sofferenza, a portare la tua croce ogni giorno. Prendi il mio Cuore e imparerai a soffrire con pazienza, a fare di ogni cosa un sacrificio». La Madonna chiede proprio questo ai Pastorelli: «Fate di ogni cosa un sacrificio a Dio». Lei, la Corredentrice del genere umano, ce lo insegni.


Cuore glorificato

Infine, il Cuore di Maria, questo Cuore immacolato e addolorato è un Cuore glorificato. Dalla Croce alla Gloria, perché la nostra vita non è fatta per la sofferenza, la sofferenza per la sofferenza, ma la sofferenza è per il Paradiso, per la gloria di Dio, per vivere nella gloria dei figli di Dio. Quanto più il mio è un cuore immacolato e addolorato, cioè, quanto più questo mio cuore partecipa alla sofferenza di Dio che corredime, tanto più è glorificato, tanto più è grande la mia gloria in Cielo.
Il Cuore addolorato di Maria è un Cuore che corredime, è il Cuore che vigila su di noi e ci salva, che collabora con Gesù alla nostra salvezza. Noi possiamo essere “corredentori” con la Madonna, con il Suo Cuore Immacolato, offrendo noi stessi. Nella misura in cui avremo partecipato alle sofferenze di Cristo e di Maria, così parteciperemo anche alla loro glorificazione (cf. 1Pt 4,13).
La Croce ci porta in Paradiso. Il Cuore di Maria ci scampa dalla rovina, ci scampa dalla perdizione, perché in Lei Dio ha posto la sua tenda in mezzo a noi. Lei è glorificata in Cielo.
Dopo la Croce, dopo la Sua sofferenza materna, dopo il Suo dolore, c’è la gloria, la glorificazione. La Madonna è assunta in Cielo e, come segno grande per tutta la Chiesa, viene assunta alla Gloria anche con il Suo corpo, e ciò significa che tutto il Cuore di Maria è stato glorificato. Anche il Suo corpo, il Suo Cuore, tutto ciò che costituisce la Sua persona, viene portato accanto a Dio. Il Cuore glorificato di Maria è il Cuore che veglia accanto al trono di Dio, vede le nostre necessità e intercede presso il Signore, Suo Figlio. È il Cuore che vive nella gloria, accanto a Dio. Essendo fuori del nostro tempo, nell’eternità, la Madonna vede tutte le nostre necessità, vede tutti i nostri bisogni in questo tempo, adesso, domani, fino alla fine della mia vita, perché non è qui con me, è in alto. E dall’alto, da questo presente che non finisce, che è l’Eternità, la Madonna vede ogni momento, ogni successione di tempo, vede il nostro tempo. È perciò, quello di Maria, un Cuore che vigila su di noi, il Cuore che si prende cura di noi, che ha cura di me.
Come Gesù, glorificato in Cielo, esercita un sacerdozio celeste, perché, sempre vivo, intercede per noi presso il Padre per la nostra salvezza, così la Madonna, accanto a Gesù, intercede per noi, veglia su di noi. È quella mamma che, quando il suo figlio non è ancora a casa, non fa altro che vegliare e attendere, fino a quando quel figlio non ritorna. Così la Madonna veglia insonne dall’alto su di noi, e lì attende la nostra venuta. È il Cuore che ci dona le grazie di Dio.
Il Cuore addolorato è il Cuore che acquista le grazie; il Cuore della Corredentrice, che guadagna per noi le grazie con il suo sacrificio materno. Il Cuore glorificato è il Cuore che dispensa quelle grazie, come una pioggia che scende dal Cielo e irrora la nostra terra. Il Cuore glorificato di Maria è il Cuore della Mediatrice di tutte le grazie.


Il Cuore eucaristico della Chiesa

Perché glorificato, questo Cuore è il Cuore immacolato che ormai guida la Chiesa, è il Cuore della Chiesa. È il Cuore che pulsa nella Chiesa. Il Cuore immacolato è il Cuore eucaristico della Chiesa. In che senso? Non nel senso che nell’Eucaristia c’è la Madonna, ma, se riflettiamo bene, il Cuore immacolato prepara l’Eucarestia, è il primo Tabernacolo vivente, che darà forma ai nostri tabernacoli. Il tabernacolo delle nostre Chiese è il Cuore di Maria. In questo Tabernacolo c’è Gesù. Nel Suo Cuore noi troviamo Gesù, perché lì dimora Gesù.
Cuore Eucaristico il Cuore di Maria, perché con la Sua carne e il Suo sangue, il Suo amore, la Sua premura materna, prepara l’Eucaristia. Gesù si fa carne in Lei, prende la Sua carne da Lei per poi offrire se stesso in sacrificio. Senza la natura umana Dio non può offrire un sacrificio, non può immolarsi, non può morire. Dio assume da Lei la natura umana, il corpo, per offrire un sacrificio. La Madonna prepara questo sacrificio, prepara il dono di Gesù, che rimane nella forma sacramentale del sacrificio, che è l’Eucaristia. Il Signore si annienta in un frammento di pane! Il Cuore di Maria, perciò, è il Cuore che prepara l’Eucaristia, che impasta le carni di quel sacrificio.
Se il Cuore della Madonna prepara l’Eucaristia, la “impasta” con la sua carne e il suo sangue, allora la Madonna prepara i Misteri della Chiesa, e tra i Misteri eccelle senza dubbio il Mistero dell’Eucaristia, Mysterium mysteriorum Dei.
Ancora, se l’Eucaristia è il cuore della Chiesa –la Chiesa vive dell’Eucaristia, la Chiesa è fatta dall’Eucaristia – allora, di conseguenza, il Cuore di Maria è anche il Cuore della Chiesa.
Ridiciamolo. Se l’Eucaristia è il Cuore della Chiesa, perché l’Eucaristia fa la Chiesa, la Chiesa esiste perché c’è l’Eucaristia, perché Gesù si è donato e ha lasciato se stesso in Memoriale, noi siamo Chiesa perché c’è l’Eucaristia, c’è il Corpo di Gesù; noi siamo Suo Corpo perché abbiamo l’Eucaristia, mangiamo il Suo Corpo, il corpo vero che fa il corpo mistico. Il Corpo mistico di Gesù è la Chiesa e il Corpo vero di Gesù fa la Chiesa. Quindi, l’Eucaristia è il Cuore della Chiesa. La Madonna, la Vergine Santa, è il Cuore di Gesù, è il Cuore che ha preparato questa Eucaristia; la Madonna è il Cuore che prepara sempre la Chiesa, che plasma la Chiesa, perché l’Eucaristia è preparata da Lei, perciò la Chiesa viene preparata da Lei, nasce in Lei. Questo non significa che la Madonna – in termini molto poveri – è più grande dell’Eucaristia, ma è per sottolineare solo che una madre è sempre all’origine del suo figlio, la mamma dona la vita al suo figlio, il quale, quantunque sia una persona indipendente, rimane tuttavia legato a lei.
La Madonna, la Madre di Gesù, è sempre accanto ai nostri Tabernacoli, anzi, è lei il Cuore-Tabernacolo che custodisce Gesù, è quel Cuore che adora sempre Gesù, accanto al Tabernacolo, e che pulsa per amore di Gesù. Da tutto ciò deriva che non c’è vera partecipazione all’Eucaristia, alla S. Messa, all’Adorazione eucaristica, senza il Cuore Immacolato di Maria. Non possiamo vivere veramente dell’Eucaristia, diventare anche noi Eucaristia, Sacrificio, senza il Cuore Immacolato di Maria. Se la Madonna prepara questo Sacrificio con la Sua Maternità sacrificale, la Madonna preparerà tutti noi ad essere “sacrificio”, ci trasforma in Eucaristia. Diventiamo in Lei e per mezzo di Lei anche noi Eucaristia, sacrificio gradito a Dio.
La vita cristiana è proprio questo: diventare Eucaristia. Gesù ci ha donato questo sacramento che è il più grande di tutti. E tutta la Chiesa vive di questo mistero, non ci sono altri fini. La Chiesa non è un’associazione di gente che desidera il potere, i soldi e la carriera. Tante volte sembra che ci sia in fondo solo questo, ma non è questo il fine. La Chiesa vive per l’Eucaristia e la Madonna prepara tutti i Suoi figli a diventare loro stessi Eucaristia.


Preparando il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

E così arriviamo al Trionfo del Cuore Immacolato di Maria promesso a Lucia. Tutti desideriamo questo “trionfo”, ma forse siamo un po’ troppo trionfalisti, pensiamo alle cose in modo trionfalistico. Che cos’è questo Trionfo del Cuore Immacolato di Maria? Tutti vorremmo sapere: è iniziato? Quando inizia? Quando finisce? E poi dopo che succede? E prima…?. Sono domande lecite, ma andiamo all’essenza. Quando veramente accade questo trionfo? Quando questo Cuore Santissimo di Maria diventa il nostro cuore, quando noi abbiamo questo Cuore, quando noi apparteniamo a Lei. E quindi, se la Vergine Maria diventa il Cuore di tutti noi, pian piano diventa il Cuore di una grande parte della Chiesa. E poi noi speriamo che diventi il Cuore di tutta la Chiesa, così che tutti appartengano a questo Cuore. E se tutti sono consacrati a questo Cuore, allora trionfa veramente, perché così il Cuore di Maria diventa il Cuore di tutti noi, diventa il Cuore della Chiesa e così finalmente il mondo può essere salvato, il mondo può essere portato in questo spazio dove Dio abita, può avvicinarsi a Dio. Il Cuore di Maria è lo spazio salvifico di Dio in questo mondo. Senza il Cuore Immacolato di Maria, Dio non ci salva: non c’è un altro suo modo di venire in mezzo a noi e di rimanere con noi per portarci con Sé.
Senza il Cuore Immacolato di Maria, Dio non opera, Dio non trionfa. Dio trionfa quando trionfa il Cuore di Sua Madre, perché in questo modo noi siamo salvi e il mondo, per mezzo di noi, può essere salvato.
Allora possiamo capire come sarebbe bello se la Chiesa, iniziando dai Pastori, prendesse in seria considerazione questa richiesta della Madonna. I Papi lo hanno già fatto, e più volte, anche se molti hanno criticato il modo in cui è stato fatto, non rispondente perfettamente alla volontà della Madonna. Adesso i Vescovi cosa aspettano a consacrarsi alla Madonna e a consacrare le loro Diocesi alla Madonna? Cosa aspettano i Parroci a consacrarsi alla Madonna e a consacrare le loro Parrocchie alla Madonna? Cosa aspettano le famiglie cristiane a consacrarsi e a consacrare i loro figli? Tutti devono diventare proprietà di Maria!
E noi ci auguriamo veramente che anche il gesto di Papa Francesco, all’inizio del suo Pontificato, possa essere contagioso, possa incoraggiare soprattutto i Vescovi. Sicuramente tutti noi possiamo farci apostoli presso i nostri Vescovi, i nostri Parroci, i nostri amici della Consacrazione alla Madonna.
E così arriviamo all’essenza del Messaggio di Fatima: il Cuore Immacolato di Maria che ci chiede di consacrarci a Lei. Dio stesso vuole stabilire questa consacrazione all’Immacolata mediante la devozione al suo Cuore. Ci consacriamo alla Madonna quando ci doniamo a Lei incondizionatamente, liberi da ogni legame o schiavitù di peccato. Quando diciamo: «Madonna mia, io mi dono a Te, ti dono il mio cuore; Tu donami il Tuo». La Consacrazione è uno scambio di cuori. È come dire: «Qui a Fatima lascio il mio uomo vecchio, con tanti problemi, e forse tanti peccati, e voglio rivestirmi dell’uomo nuovo». Voglio rivestirmi di Cristo.
E chi è veramente nuovo? Chi è sempre nuovo, tutta di Cristo? La Madonna, il Cuore Immacolato di Maria, solo Lei. Ecco la Consacrazione che noi dobbiamo fare: «Madonna mia, io ti do tutto me stesso, quello che sono, le mie capacità, la mia intelligenza, il mio cuore, la mia vita, i miei peccati, ti do tutto quello che sono, Tu donami tutto quello che Tu sei. Donami il Tuo Cuore, perché io possa essere veramente di Dio. Donami il tuo Gesù».
Non facciamo tante storie, non solleviamo sterili e inutili problemi col dire: «Mah! Consacrarsi alla Madonna… Una contraddizione con il Battesimo. Basta essere consacrati a Dio. Meglio affidarsi alla Madonna», con il rischio di sfumare così non solo il gesto ma lo stesso mistero. Queste sono veramente piccolezze umane di fronte a questa grande e urgente richiesta del Cuore Immacolato di Maria. La Madonna ha detto a Lucia: «Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio». “Rifugio”! Significa che devi entrare dentro questo cuore; non ti rifugi in Lei se non vi entri con la tua vita! E come ci entri? Non basta affidarsi a Maria, come quando affido dei soldi alla banca, soldi che comunque restano miei. Ci entri se ti consacri, se diventi proprietà di Maria. Dio ci consacra in Maria. Proprio questo “essere sotto la protezione”, “trovare rifugio” in Maria, appartenendo a Lei, esprime una delle più antiche preghiere mariane: «Sotto la tua protezione ci rifugiamo Santa Madre di Dio. Non respingere le nostre preghiere, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta» (III sec.).
Vorrai soltanto affidarti alla Madonna? E dire: «Madonna mia, io ti do qualcosa, ma guai a Te se tocchi le mie cose! I soldi sono miei, la vita è mia, guai a te se mi tocchi! Niente sofferenze…, niente… Tu stai lì, io sto qui, e appena voglio, mi riprendo i miei soldi, e ti chiedo tutto quello che non mi hai dato!» Questo è affidamento. Vogliamo questo?
Invece consacrazione è perfezione cristiana, riguarda l’ambito delle cose di Dio, senza fare umane distinzioni: «Io ti do me stesso, tutto me stesso, e non mi riprendo mai più. Totus tuus Maria ego sum et omnia mea tua sunt».
Questa è Carità in azione, come il Cuore Immacolato di Maria: donare senza voler ricevere, offrirsi senza pretendere nulla in cambio. Questo è l’Amore vero! L’Amore vero è il dono di sé.
Il Cuore Immacolato di Maria ci fa amare come ama il Signore. Oggi siamo anche noi davanti a un bivio mariologico: o la Consacrazione o l’Affidamento. L’affidamento lasciamolo alle banche. Noi vogliamo le cose più grandi!
Concludiamo chiedendo alla Madonna di farci capire questo segreto di Fatima, il segreto dei segreti: il suo Cuore Immacolato. Questo è il segreto che la Madonna consegna a ciascuno. Beato chi, nel segreto del suo cuore, entra in questo spazio spirituale, la “stanza” di cui parla Gesù: «Quando preghi, entra nella tua stanza, e chiusa la porta prega il Padre tuo nel segreto» (Mt 6,6). E qual è questa stanza interiore? Il cuore. E la stanza più bella nel palazzo di Dio è il Cuore di Maria.
Chiediamo alla Madonna di poter capire questa grazia, questa opportunità che dona a tutti. Così possiamo veramente conservare le parole di Gesù in modo genuino, senza storture, senza diluizioni. Conserviamo le parole genuine di Gesù, conserviamo la Memoria vivente di Gesù, che è proprio la Madonna, la quale conserva Gesù e quindi conserva per tutta la Chiesa, per tutti noi, le parole del Figlio.
Chi fa la volontà di Maria, fa in modo eccellentissimo, nel modo più perfetto, la volontà di Dio. Il Cuore Immacolato di Maria è quel Cuore che fa sempre e solo la volontà di Dio. E questa è la volontà di Dio, manifestata a Fatima per il nostro tempo: consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria.

p. Serafino M. Lanzetta



11 commenti:

  1. Grazie Padre Lanzetta per questa profonda riflessione sul cuore Immacolato di Maria.
    Possa la nostra Madre amorevole proteggerla ovunque lei si trovi

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  2. In Internet: http://www.lavoce.an.it

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  3. Grazie a Lei. Sono in Austria, sulle Alpi tirolesi.
    Ricambio l'augurio della protezione della nostra Madre amorevole.

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  4. Un grazie di cuore al Padre Lanzetta per queste riflessioni che sono come uno scrigno pieno di pietre preziose.... e una fraterna unione nel Rosario.
    Viva Maria! nostra Regina!

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  5. Prepariamo il suo Trionfo! In unione di preghiera.

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  6. Eccellente relazione.
    Profonda e autentica: riconosco la "voce" del Pastore.
    Grazie.

    L'ho anche condivisa con i miei fratelli dell OFS e altri cattolici.

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  7. Più che una relazione, si tratta di un vero e proprio mini-trattato teologico.
    Di purissima e cristallina teologia mariana: quella che nell'ultimo cinquantennio è stata spesso e volentieri tacitata dai cosiddetti "progressisti" per evitare, secondo loro, inopportuni contrasti con i "fratelli separati".
    Ai quali andrebbe invece chiesto di spiegarci, se riescono, CHI SIA quella "Tenda", attraverso la Quale Gesù viene come "Sacerdote di beni futuri" e che è "più Bella e più Perfetta, non appartenente a questa Creazione, non costruita da mano d'uomo": così come ANCHE i fratelli separati possono LEGGERE nalla Sacra Scrittura (e ciò che vi è scritto NON è modificabile NE' ignorabile) in Eb 9,11.

    Ma, nonostante sia di tutta evidenza che l'Ecumenismo "a Modo di Dio" sia quello in cui gli attuali "samaritani" (poiché sono questo e nient'altro i cosiddetti "fratelli separati" nati o divenuti luterani, evangelici, pentecostali o quant'altro) TORNANO nell'Ovile Santo (NONOSTANTE l' "ostacolo" costituito da quei "fratelli maggiori" mai fuoriusciti dal quell'Ovile e da quella Casa Paterna e che a volte -o persino spesso- si ritrovano col cuore e/o con la mente chiusi e/o offuscati): i "progressisti" (molti dei quali sono dei veri e convinti modernisti: e quindi, almeno davanti a Dio: NON PIU' cattolici) si ostinano nel portare avanti quel punto fondamentale della loro agenda che è l'Ecumenismo "a modo degli uomini".
    E solo Dio sa perfettamente quanto questa loro ostinazione sia confermata (quando non addirittura indotta) dalla chiusura di cuore (e di mente) di tanti sedicenti "tradizionalisti".

    A frà Serafino Lanzetta (che chiamo "fratello" non perché io sia un membro del clero: ma perché è da qualche tempo che ho iniziato a mettere in atto in maniera ferma ed inderogabile quel consiglio di Gesù sull'evitare di chiamare chicchessia "padre", su questa Terra. Poiché Uno Solo è il Padre nostro ed E' nei Cieli) sono a chiedere:
    come posso farle pervenire un Libro su Maria?

    Ringraziandola in anticipo per la sua risposta, frà Serafino, la saluto e l'abbraccio:
    in Gesù Adveniente e Maria Corredentrice.

    Maranathà

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  8. E' da tempo che anch'io mi interrogo spesso su quel bellissimo testo di Ebrei che lei cita, in riferimento a Gesù Sommo Sacerdote, il quale attraverso una Tenda più grande e più perfetta, non costruita da mani di uomo, non appartenente cioè a questa creazione, è entrato una volta per sempre nel santuario del cielo, procurandoci una redenzione eterna. I termini qui sono la Tenda acheropita e il Santuario celeste, dove Cristo si asside come Sommo Sacerdote per l'eternità. Se la Tenda è la stessa carne di Cristo, il suo corpo (cf. Gv 1,14 in relazione a Gv 2,19): un corpo mi hai preparato (Eb 10,5 che perfeziona il Sal 39), per offrire l'eterno sacrificio della nostra salvezza, allora qui è adombrata la verginità di Maria, specialmente la sua verginità prima del parto e nel parto. Il nuovo Tempio, il corpo di Cristo, non è fatto da mani di uomo, ma da Dio, dallo Spirito di Dio, così che Cristo stesso divenisse Spirito datore di vita (cf. 1Cor 15,45).
    Ovviamente bisogna entrare nei dettagli esegetici e teologici, ma dobbiamo farlo. Le Sacre Scritture ci parlano di Cristo e di Maria, prototipi della "creazione nuova".


    PS Il mio indirizzo è il seguente:

    Franziskanerkloster - Josef Herold Str. 11
    6370 KITZBÜHEL
    Austria

    Grazie per il libro.

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  9. "Disposte in tal modo le cose, nella prima Tenda entrano sempre i Sacerdoti per celebrarvi il culto; nella seconda invece solamente il Sommo Sacerdote, una volta all'anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre per se stesso e per i peccati involontari del popolo. Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era ancora aperta la via del Santuario, finché sussisteva la prima Tenda. Essa infatti è una figura per il tempo attuale" (Eb 9,6-9a)

    "Cristo invece, venuto come Sommo Sacerdote di beni futuri attraverso una Tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano di uomo, cioé non appartenente a questa creazione, non con sangue di capri e di vitelli ma con il proprio Sangue entrò una volta per sempre nel Santuario procurandoci così una redenzione eterna" (Eb 9,11-12)

    "Cristo infatti non è entrato in un Santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello vero, ma nel Cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore, e non per offrire Se Stesso più volte, come il Sommo Sacerdote che entra nel Santuario ogni anno con sangue altrui. In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo. Ora invece una sola volta, alla pienezza dei tempi, è apparso per annullare il peccato mediante il Sacrificio di Se Stesso. E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo esserSi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che L'aspettano per la loro salvezza" (Eb 9,24-28)

    Quindi, come da lei sottolineato, frà Serafino, qui i termini sono due: c'è la Tenda (ossia il "Santo") e c'è il Santuario (ossia il "Santo dei Santi").

    Il Sommo Sacerdote era colui che, unico tra i Sacerdoti a poterlo e doverlo fare, una volta all'anno entrava nel Santuario passando ATTRAVERSO la Tenda (e non entrando "dalla finestra"), per offrire sangue altrui in espiazione dei peccati suoi e del popolo.
    E, una volta fatta l'offerta, il Sommo Sacerdote compiva il percorso inverso: uscendo prima dal Santuario e poi dalla Tenda.

    Ma tutto ciò era figura di ciò che si sarebbe svolto nella prima pienezza dei tempi.
    E poi nella seconda pienezza dei tempi.

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  10. Nella (prima) pienezza dei tempi, il Figlio Unigenito Si fa Carne in Gesù (e questo Nome, che è l'UNICO Nome nel Quale vi è Salvezza, Egli Lo ha solo dal momento del Suo Concepimento Divino sulla Terra: perché il Suo Nome come Figlio Unigenito ed Eternamente Generato dall'Eterno Padre è quel "Nome che nessuno conosce all'infuori di Lui" di cui si parla in Ap 19,12): entrando così una volta per sempre nel VERO Santuario che è il Suo Corpo (che è infatti il VERO Tempio: quindi, ancora una volta, SANTUARIO) preparato per Lui dall'Eternità. Ed offrendoSi una volta per sempre, col Suo stesso Sangue e fino all'ultima goccia di Esso (e spesso scordiamo che il Suo Sangue liberamente offerto NON fu solo quello Fisico: ma anche quello Spirituale): Gesù ci procura una redenzione eterna, a noi che siamo i "molti" Suoi figli (poiché NON tutti gli esseri umani sono figli di Dio: NEANCHE quando vengono battezzati. E questo NON per arbitrio di Dio ma per la loro stessa LIBERA scelta: esercitata PRIMA che la loro persona sia generata nello stato viatorio) e, entrato una volta per sempre in Cielo (ossia la Gerusalemme Celeste) col Suo Corpo Glorioso e con Quello assisoSi alla Destra del Padre: ci ha ri-aperto le Porte di quella Gerusalemme Celeste, nella quale da DUEMILA anni c'è il Posto, da Lui preparato, che attende ognuno di noi Suoi figli e fratelli redenti dal Suo Sangue Fisico e Spirituale (e dal Sangue Spirituale della Madre Sua e nostra) e che abbiamo confermato anche nel tempo il "SI'" dato fuori del tempo al Padre Suo e nostro.

    Da tutto ciò deriva che la Tenda di cui si parla in Eb 9,11: NON E' la Carne, ossia il Corpo, di Cristo Gesù.
    Poiché il Suo Corpo, assunto (con la Sua Natura Umana) dalla Persona Trinitaria del Figlio Unigenito una volta per sempre: è il Santuario, ossia il Tempio.
    Ma, per entrarvi e restarvi per l'Eternità, in quel Santuario preparato per Lui dall'Eternità: l'Eterno Sommo Sacerdote è venuto ATTRAVERSO una Tenda.
    Così come, del resto, lo stesso Sommo Sacerdote mosaico (che di Cristo Gesù era figura) non si fermava nella Tenda. Ma vi passava ATTRAVERSO: per accedere al Santuario.

    Risulta quindi evidente che la Tenda ("più grande e più perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioé non appartenente a questa creazione") è la Persona di Maria: ATTRAVERSO la Quale è venuta la Persona del Figlio all'atto della Sua Incarnazione.
    E risulta quindi evidente che in quella parole ispirate dell'autore della lettera agli Ebrei (che non ho mai capito perché si esclude che sia San Paolo: ma poco importa): vi sono TUTTI i Dogmi Mariani sin qui promulgati dalla Chiesa Cattolica. Ma vi è ANCHE di più. INCOMMENSURABILMENTE di più. Benché sia un "di più" GIA' implicitamente contenuto negli attuali quatto Dogmi mariani: che dovrebbero essere AMATI, oltre che CONOSCIUTI (ma non vi è VERA conoscenza senza VERO amore), da ogni VERO cattolico.
    E questo "di più" è la Divinità di Maria, frà Serafino.
    La cui Persona è Divina benché Creatura.

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  11. Ed è Divina in un senso INCOMMENSURABILMENTE più alto di quello in cui OGNUNO di noi è divino (e infatti Gesù ribadiva già DUEMILA anni fa: che siamo "Dèi". Ribadendo qualcosa che era scritto nella Scrittura: e la Scrittura non è modificabile. Ma che è ANCORA scandaloso al cuore ed alla mente di tanti "pii cattolici" di OGGI così come lo era al cuore ed alla mente di tanti "pii giudei" di IERI).
    Poiché Maria è la Generata ma Creata.
    E, fintanto che Ella è rimasta "Tenda" (ossia nascosta: poiché chi non è ancora Sacerdote o non ha ancora capito di esserlo, nella "Tenda" non ci entra. Ed il suo contenuto resta per lui un "mistero di Dio"): è perdurato il "tempo attuale" di cui parla l'autore della lettera agli ebrei in Eb 9,9a. Ossia il "tempo intermedio" della Chiesa.
    Quello durante il quale non si sono ancora inverate INTEGRALMENTE queste Parole di Gesù:
    "In verità, in verità vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel Mio Nome, Egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel Mio Nome. Chiedete e otterete, perché la vostra gioia sia piena.
    Queste cose vi ho detto in similitudini: ma verrà l'ora in cui non vi parlerò più in similitudini ma apertamente vi parlerò del Padre.
    In quel giorno chiederete nel Mio Nome ed Io non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso vi ama, perché voi mi avete amato e avete creduto che Io sono venuto da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel Mondo; ora lascio di nuovo il Mondo e vado al Padre" (Gv 16,23b-28)
    Ma in questa (seconda) pienezza dei tempi: Ella Si mostra in tutta la Sua Pienezza di Grazia e vuole che il Suo Cuore Immacolato TRIONFI nel cuore di OGNI Suo figlio.
    Ed il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria consiste nel riconoscere che Ella E' Divina.

    Mi fermo qui, frà Serafino.

    Certo che il Libro che le giungerà è "Pane per i suoi denti" oltre che per la sua Anima di figlio di Dio e figlio prediletto in quanto Sacerdote chiamato da Dio; ed altrettanto certo che l'arrivo di questo libro sarà accompagnato da una plètora di "voci nere", che eserciteranno esplicitamente ed implicitamente l'azione ispiratagli da colui che è il padre della menzogna e che per alcuni di loro è il padre che si sono scelti e per altri è il padrone al quale, per superbia ed accecamento, sono finiti a fare da servi (con un grado di consapevolezza che Dio solo conosce): che anzi si alzeranno GIA' prima che questo Libro le giunga.
    O che forse si sono GIA' alzate, mentre le sto finendo di scrivere queste parole.
    Ma Dio E' PIU' FORTE: ed ha GIA' vinto.
    L'unica cosa che chiede, ad ogni Suo figlio che vuole esserGli fedele fino in fondo: è di vincere CON lui. E non NONOSTANTE lui.

    La saluto e l'abbraccio, frà Serafino:
    in Gesù Adveniente e Maria Corredentrice.

    Maranathà

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