Organizzato dai Frati Francescani dell’Immacolata, lo scopo è un’analisi storico-filosofico-teologica su un evento che attira ancora attenzione e suscita una valutazione onesta e profetica per l’avvenire della Chiesa. A oltre 40 anni dal Vaticano II, infatti, l’entusiasmo dei padri conciliari si scontra con la problematica situazione della Chiesa e della società contemporanea.
Mons. Luigi Negri, vescovo di S. Marino-Montefeltro ha aperto i lavori con una prolusione nella quale ha ricordato le sfide della Chiesa di oggi, bisognosa più che mai di una riforma culturale e di un rilancio missionario.
Mons. Brunero Gherardini, offrendo la prima conferenza, ha evidenziato l’indole pastorale del Vaticano II, collocando nel giusto valore e nei giusti limiti le esperienze prodottesi in ambito apostolico e liturgico, non sempre decifrate e vissute dal popolo di Dio nel recupero del sacro e nell’approfondimento della dottrina.
“La nostra volontà – afferma p. Alfonso M. Bruno, portavoce dei Francescani dell’Immacolata - non è quella di scivolare o lasciarsi strumentalizzare dalle correnti polarizzate dei cosiddetti progressisti e tradizionalisti, ma di offrire un contributo accademico di riflessione per un’ermeneutica della continuità del Vaticano II, nella Chiesa che è in una continua riforma, ma che altresì non inventa se stessa”.
Nel pomeriggio molto apprezzate sono state le conferenze dei professori Roberto de Mattei, Yves Chiron e Ignacio Andereggen che hanno parlato rispettivamente sul repentino cambiamento della Chiesa nel XX secolo, sul percorso storico dei pontefici tra il Vaticano I e il Vaticano II e su un’analisi filosofica della modernità.
Hanno fatto da corollario alle conferenze le comunicazioni dei docenti dello Studio Teologico “Immacolata Mediatrice”.
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